8. I GRANDI AFFRESCHI DI SUOR MARIA NATALIA … SEMPRE CON LIETO FINE

La «mano giusta» del Padre e la Madre «affranta»

Il quadro minaccioso sul nostro futuro compare più volte nelle visioni di suor Maria Natalia, ma porta con sé sempre una soluzione e un finale entusiasmante.

Dice a un certo punto: «In visione vidi che, dopo la seconda guerra mondiale, ci sarebbe stata una grande confusione e odio tra le nazioni. Non solo. Questa confusione avrebbe raggiunto la Chiesa con il peccato e la perdita della fede. Fu allora che Gesù parlò:La mano giusta di mio Padre annienterà tutti coloro che, nonostante l’elargizione di molte grazie, non si pentono”. Vidi poi la catastrofe che il mondo avrebbe potuto trovarsi ad affrontare e la rovina di molte anime. La maggior parte del mondo sarebbe potuta essere distrutta. Quando Gesù vide la mia paura mi consolò dicendo: “Questo non accadrà se il mondo si pente. Il mondo si mantiene per l’espiazione dei giusti”» [CM].

Nel 1985, ebbe due messaggi dalla Madonna: nel primo, le apparve «affranta», dicendole: «Un bagno di sangue!»; nel secondo, invece, le «apparve come Madre dei Dolori mentre teneva in mano un calice pieno di sangue» e le disse: «Dovrete bere a questo calice. Anche mio Figlio l’ha bevuto e fu glorificato solo dopo la passione» (p.165).

«Il mondo immerso nel peccato, secondo giustizia, deve essere distrutto»

Le visioni di suor Maria Natalia sono spesso grandi filmati celesti, straordinari affreschi in movimento e col parlato.

Come questa, in cui c’è una splendida descrizione del ruolo della Madonna. E non solo c’è il parlato, ma infine anche il cantato, per la gioia dell’amico Maurizio, musicofilo.

Faccio partire le immagini e cercate di immaginare: «Vidi le tre persone della Santissima Trinità tenere consiglio sulle sorti dell’umanità peccatrice. Gli angeli e i santi erano prostrati in profonda e silenziosa adorazione. Il Padre parlò: “Il mondo immerso nel peccato, secondo giustizia, deve essere distrutto”. Vidi allora Gesù, l’amore misericordioso, implorare il Padre: “Padre mio, io sono il tuo Figlio e tu mi hai comandato di offrire la vita per il mondo”. In quel momento mostrò le sue piaghe che ardevano come fiamma. Intanto la mano onnipotente e giusta del Padre sembrava soppesare il mondo. Allora Gesù mise rapidamente la sua mano piagata e luminosa sotto quella del Padre, supplicandolo di avere pietà. Ma il Padre celeste abbassò, con la propria mano, anche la mano di Gesù replicando: “No, figlio mio, il peccato deve essere annientato”. Gesù fece cenno a sua Madre, che era al suo fianco, di venire in suo aiuto: “Madre Immacolata, vieni, le mie mani non sono sufficienti a trattenere quella di mio Padre”. 

Come la Vergine ebbe messo la sua mano sotto quella di Gesù, il Padre sollevò la sua e disse: ”Figlio mio, la misericordia ha vinto. Il mondo peccatore ha ottenuto grazie per le preghiere della Madre Immacolata di Dio. Affidiamole il compito di salvare il mondo. Per questo Maria ha bisogno di potenza: rivestiamola dunque di un potere regale. Il suo titolo sarà Regina Vittoriosa del Mondo. Grazie a lei l’umanità perverrà alla grazia e alla salvezza. Sarà corredentice dell’umanità. Porremo ai suoi ordini le coorti angeliche”.

A queste parole le moltitudini angeliche – ecco il cantato! la curva sud! – esplosero in canti di gioia inneggiando a Maria» (p.169).

La Regina Vittoriosa del Mondo

La grande confusione e il grande terrore nella Chiesa prima della vittoria divina

Un’altra volta, suor Maria Natalia ebbe la possibilità dal Signore di «[…] conoscere che una grande confusione e un grande terrore avrebbero regnato nella Chiesa immediatamente prima della vittoria divina e della pace universale. La ragione di questa confusione sarà la penetrazione dell’empietà nel santuario inviolato della Chiesa. La Tradizione cattolica sarà disprezzata e omessa e aleggerà dovunque lo spirito del mondo. Queste disgrazie si accompagneranno a un odio fra le nazioni tale che sfocerà nell’esplosione di molte guerre. Molti attaccheranno l’edificio bimillenario della Chiesa per tentare di alienare da essa i credenti, in modo che, perdendo la fiducia nella Chiesa, si consegnino a satana.

Il Salvatore disse: “La mano giusta di mio Padre annienterà tutti i peccatori che, nonostante gli avvertimenti e i richiami; nonostante il periodo di grazia loro concesso per ravvedersi; nonostante l’istancabile sforzo della Chiesa, non si convertono […]”» (pp.173-174).

Il finale entusiasmante: la Regina Vittoriosa del mondo

I grandi quadri celesti – lo avevo anticipato – hanno tutti un “bel” finale. Sempre che si rispettino i desiderata del Cielo.

Come questo, per esempio: «Allora Gesù, chinandosi amorevolmente su di me, soggiunse: “Se il Figlio è riconosciuto come re, è giusto e conveniente che anche la Madre del Figlio riceva onori da regina. Per questo desidero che la mia Madre Immacolata sia riconosciuta nel mondo intero come Regina Vittoriosa del Mondo. Questo appellativo sia proclamato solennemente e pubblicamente”» (p.175).

A tale proposito converrà imparare a memoria e recitare spesso questa giaculatoria consigliata e che porta “bene”: «Nel 1986 ricevetti da Gesù l’esortazione a recitare con grande fede e sovente questa giaculatoria: “Oh Vergine, Madre nostra, vittoriosa Regina del Mondo, mostra la tua potenza!”, specialmente ora che si approssima la pienezza dei tempi». (ibid.).

Giacchè siamo nella prospettiva di “imparare”, in un altro grande affresco celeste dipinto da suor Maria Natalia, ― e con il cantato! ― impariamo con lei, dagli angeli e dai santi, una preghiera di lode, potentissima per la nostra anima: «Alla destra della Santa Vergine c’era Gesù e alla sua sinistra Dio Padre. Su di loro aleggiava lo Spirito Santo. Una luce meravigliosa promanava dalla Santissima Trinità sulla Vergine Santa che, allineata con loro, si teneva leggermente più avanti e distendeva le mani sulla terra per proteggerla. La mano sinistra di Gesù e la mano destra del Padre erano distese sulle mani di Maria e le comunicavano il loro potere: la  Trinità Beata benediceva il mondo attraverso le mani di Maria. (…) 

Questo è il segreto degli Ultimi Tempi, dell’era felice che deve venire. Mentre Maria benediceva il mondo, ― ancora il cantato! ― sentii il canto degli angeli e dei santi:Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo attraverso la Santissima Vergine, la Vittoriosa Regina del Mondo, ora e sempre. Amen. Alleluia”. Compresi che questa lode è una potentissima preghiera per l’anima che la innalza incessantemente e sinceramente nel totale abbandono interiore. Gesù vuole elargire grazie speciali alle anime che lavorano senza interruzione per promuovere la devozione alla Regina Vittoriosa del Mondo». (p.178)

Il piede destro della Regina Vittoriosa del mondo

Il finale entusiasmante del quadro appena visto è raccontato così: «Continuai (…) a vedere la Santa Vergine in compagnia della Trinità: indossava abiti regali e sovrastava il globo terrestre. (…) La mano sinistra reggeva uno scettro e con la destra levata in alto benediceva ed elargiva grazie sul mondo in forma di raggi di luce che uscivano dalla sua mano.

Vidi l’Ungheria pervasa da questa luce, ma soprattutto ne era irradiata la Chiesa sofferente è perseguitata, ma alla fine trionfante. Il piede destro della Santa Vergine schiacciava la testa del serpente che si contorceva sopra il globo terrestre, ormai totalmente sconfitto. Il mostro era completamente annichilito.» (pp.178-179),

Vi ricordate il messaggio precedente? «Nel momento in cui satana si illuderà di essere il padrone del mondo e penserà di essere sul punto di sedere in trono, gli strapperò il suo bottino dalle mani. La vittoria finale non apparterrà che al mio divino Figlio e a me» (p.163).

9. LE GRANDI PROMESSE DELLA MADRE E DEL FIGLIO

Avviamoci alla fine.Quali furono le promesse? Ci furono da parte sia della Madre che del Figlio.

Le cinque promesse della Madre

Cominciamo da quelle della Madonna, che, nel 1986, parlò così a suor Maria Natalia: «Nel Cuore di molte madri di oggi il dolore è bruciante: il loro cuore è oppresso dalle condizioni spirituali dei loro figli, dalla loro condotta immorale, dalla preoccupazione del loro destino dopo la morte. Mossa a compassione dal mio amore verso di loro, con le mie implorazioni ho ottenuto cinque promesse. Si consolino, offrano con impegno instancabile tutti gli avvenimenti della loro vita, perché i sacrifici offerti per altri producono frutti di salvezza per le anime. Inoltre non è possibile superare l’amore misericordioso di Dio». (p.108)

Suor Maria Natalia riporta poi la preghiera che la Madonna le insegnò e : «La Vergine mi insegnò poi questa preghiera che legò proprio alle cinque promesse che il Signore le aveva concesso: “Mio dolce Gesù, al cospetto delle tre Persone della Santissima Trinità, della tua Santa Madre e delle schiere celesti, in unione con le intenzioni del tuo Sacratissimo Cuore eucaristico e del Cuore Immacolato di Maria, offro a te [Gesù] tutta la mia vita, tutte le sante Messe alle quali ho partecipato, le sante Comunioni, le opere buone, i sacrifici e le sofferenze, unendoli ai meriti del tuo preziosissimo sangue e alla tua morte sulla croce, in adorazione della Trinità gloriosa; in riparazione delle nostre offese arrecate a Dio; per ottenere l’unità della nostra santa Madre Chiesa; per i sacerdoti; perché ci siamo ci siano vocazioni sacerdotali accolte santamente e per tutte le anime fino alla fine dei tempi. Ricevi, Gesù, l’offerta della mia vita e concedimi la grazia di perseverare in essa, nella pienezza della fede, fino al termine della mia vita. Amen”». (ibid.)

Le cinque promesse che Maria aveva “strappato” al Figlio «per chi offre la propria vita sono queste:

“[1] Nessuno dei loro familiari andrà all’inferno anche se l’apparenza esterna lo farebbe supporre, perché al momento in cui l’anima abbandona il corpo riceveranno la grazia del pentimento perfetto.

[2] Nello stesso giorno dell’offerta saranno liberati dal purgatorio tutti defunti della loro famiglia.

[3] Al momento della loro morte sarà loro vicina e porterò la loro anima alla presenza della Santissima Trinità senza passare dal purgatorio.

[4] I loro nomi saranno iscritti nel Cuore di Gesù nel mio Cuore Immacolato.

[5] Per questa offerta unita ai meriti di Cristo salveranno molte anime dalla condanna eterna e beneficeranno le anime fino alla fine del mondo”». (p.108)

Le trentatre promesse del Figlio e la Doppia Novena (i primi 9 venerdì e 9 sabati)

Passiamo ora alle promesse di Gesù, il cuore pulsante di tutta la nostra storia.

Gesù fece preliminarmente questa richiesta:«Il più grande segno di venerazione che chiedo è che, adeguatamente preparate e piene di pentimento per i loro peccati, [le persone] mi ricevano nella santa Eucaristia per nove mesi consecutivi, al primo venerdì e al primo sabato di ognuno di questi nove mesi, così come chiesi già per i primi venerdì. L’intenzione dovrà essere quella di consolare il mio Sacro Cuore in unione con il Cuore Immacolato di Maria, offrendo la santa Comunione come atto di riparazione» (pp. 183-184). [La grande sintesi: Gesù+Maria = Sacro Cuore di Gesù+Cuore Immacolato di Maria = Suor Margherita Maria Alacocque e suor Lucia = Paray le Monial+Fatima = 9+5; poi, qui, 9+9].

Perché nove?

Qualcun avrà subito pensato. Perché se la durata della pratica dei primi venerdì del mese è rimasta immutata rispetto a Paray le Monial, quella dei sabati è invece passata dai 5 di Fatima a 9? Sentite cosa scrive al riguardo suor Maria Natalia ― che è di qualche interesse, anche per valutare meglio la considerazione in cui erano tenute le sue rivelazioni ―: «Quando il Salvatore mi parlò dei nove primi sabati, io non ero a conoscenza ancora che a Fatima la Vergine ne aveva richiesto cinque. Le autorità della Chiesa vollero però che mi informassi sulla ragione di questa diversità» (p.187).

La risposta di Gesù mi sembra davvero degna di Lui e della Sua Madre e descrive mirabilmente il rapporto che c’è tra loro: «La richiesta da parte di mia Madre di cinque sabati è segno della sua umiltà [5 invece che 9]. Sebbene ella sia nella gloria della Trinità, non si considera degna di ricevere lo stesso culto riservato a me. La mia richiesta invece è il segno del mio amore che non tollera di ricevere più di lei [9 invece che 5], perché io e lei viviamo nell’amore»(p.187).

Suor Maria Natalia conclude così: «Fino ad oggi non ho mai parlato di queste promesse, ma Gesù mi ha sollecitato a farlo in modo sempre più pressante. Ho annotato tutto e trasmetto tutto questo, affinché le anime possano al più presto beneficiare di queste grazie. Lascio alla Chiesa la cura di fare il resto. Questo servirà alla salvezza delle anime e a una più intensa glorificazione di Dio.» (p.187).

Ma quali sono finalmente queste promesse?

Le 33 promesse

La generosità di Gesù per questa Doppia Novena, è straordinaria, perché lega ad esse, in caso di adempimento, ben trentatré promesse [per se stessi, per la propria famiglia e per il mondo]. Ne leggerò solo qualcuna, a cominciare dalla prima dove sono esplicitate le due condizioni sine qua non.

«1) Durante la novena concederò tutto ciò che mi chiederete con fiducia attraverso il Cuore Immacolato di mia Madre se la richiesta è consona alla volontà di mio Padre.

2) Queste persone godranno della benedizione e dello straordinario aiuto di mia Madre in tutte le circostanze della loro vita.

3) La pace, l’unione e l’amore regneranno nelle loro anime e nelle loro famiglie

4) Proteggerò le loro famiglie da scandali, delusioni e ingiustizie.

5) Le coppie rimarranno unite e, se già separate, torneranno unite.

6) La comprensione unirà tutti i membri delle famiglie e la vera fede sarà mantenuta con perseveranza.

7) Le mamme in attesa percepiranno la protezione speciale di mia Madre ed otterranno ciò che sarà utile per sé stesse e per i loro figli.

8) I poveri non mancheranno di abitazione e cibo.

9) Condurrò queste anime ad amare la preghiera e la sofferenza e proveranno la gioia di amare Dio, il prossimo e i loro stessi nemici

10) I peccatori si convertiranno facilmente, anche se sarà un’altra persona a offrire questa novena al posto loro.

11) I peccatori non ricadranno più nei loro peccati e riceveranno non solo il perdono delle loro mancanze ma, attraverso la grazia della contrizione perfetta e dell’amore, recupereranno l’innocenza battesimale.

12) Chi ultimerà la novena in stato di innocenza battesimale, in special modo i bambini, non offenderà mai gravemente il mio Sacro Cuore.

13) I peccatori che si pentiranno sinceramente eviteranno perfino il fuoco del purgatorio e accederanno direttamente al paradiso.

14) Le anime tiepide diventeranno fervorose e, se persevereranno nel loro zelo, raggiungeranno perfezione e santità in breve tempo.

15) Se i genitori, o qualunque altro membro di una famiglia, porteranno a termine questa novena nessuno di questa famiglia si condannerà all’inferno.

16) Molti giovani riceveranno la grazia della vocazione alla vita religiosa e al sacerdozio.

17) I non credenti crederanno e gli erranti ritorneranno alla vera Chiesa.

18) Sacerdoti e religiosi rimarranno fedeli alla propria vocazione e coloro che non lo erano più riceveranno la grazia di una sincera contrizione e la possibilità del ritorno.

19) I genitori, i superiori e coloro che hanno ruoli di responsabilità o di comando riceveranno aiuto nelle proprie necessità sia spirituali che materiali.

20) Le persone che offriranno questa Doppia Novena vinceranno facilmente le tentazioni della carne, del mondo e di satana.

21) Gli orgogliosi e i superbi diventeranno umili e gli irascibili diventeranno miti.

22) Le anime fervorose sperimenteranno la dolcezza della preghiera e del sacrificio e non saranno mai tormentate da inquietudini o dubbi.

23) I moribondi lasceranno questa vita senza agonia e senza subire gli ultimi assalti di satana e non andranno incontro a morte improvvisa o inaspettata.

24) Gli agonizzanti proveranno un grande desiderio del paradiso, pertanto si rimetteranno alla mia volontà e passeranno alla vita eterna tra le braccia di mia Madre

25) Al momento del giudizio le anime riceveranno la grazia di una straordinaria protezione di mia Madre.

26) Le anime riceveranno la grazia di sentire compassione ed amore contemplando la mia passione e i dolori di mia Madre.

27) Coloro che si sforzeranno in ogni modo di essere perfetti otterranno, come privilegio, le stesse virtù di mia Madre: umiltà, amore, purezza.

28) Saranno pervasi di gioia e pace interiore durante la loro vita, sia nella salute che nella malattia, e la irradieranno anche all’esterno.

29) I sacerdoti riceveranno la grazia di beneficiare della presenza costante di mia Madre.

30) Coloro che progrediranno nell’unione con me riceveranno la grazia di sentire questa unione e comprenderanno ciò che significa: non sono loro che vivono ma io che vivo in loro. Io amerò con i loro cuori; io pregherò con le loro anime; io parlerò con la loro bocca; io seguirò con il loro essere. Sperimenteranno che ciò che hanno di buono, di bello, di santo, di umile, di dolce, di obbediente, di prezioso e di ammirevole sono Io, l’onnipotente, l’ infinito, il solo Signore, l’unico Dio, il solo amore.

31) Le anime di quelli che offriranno questa novena splenderanno per tutta l’eternità come gigli bianchi attorno al Cuore Immacolato di mia Madre.

32) Io, il divino Agnello con mio Padre e lo Spirito Santo, gioirò per tutta l’eternità vedendo queste anime che, attraverso il Cuore Immacolato di mia Madre, hanno ottenuto la gloria eterna.

33) I sacerdoti avanzeranno e progrediranno sempre nella fede e nella virtù. (pp.184-187)

Ma non basta. Alla generosità del Figlio, la Madre volle aggiungere anche la sua.

«La Vergine Maria aggiunse, a quelle di Gesù altre promesse che si estendono all’umanità intera: “Ad ogni primo sabato del mese le porte dell’inferno saranno chiuse. Quel giorno nessuno si dannerà. Il purgatorio aprirà le sue porte e molte anime saranno accolte in paradiso. Questo è l’effetto dell’Amore misericordioso di mio Figlio per ricompensare le anime che venerano il mio Cuore Immacolato“.» (p.187).

10. RICAPITOLANDO: LE RICHIESTE ALL’UNGHERIA.

Ricordiamo, anzitutto, come «l’essenza dei messaggi [per l’Ungheria sia] l’esortazione all’espiazione dei peccati, in particolare quello di incredulità e […] [come a tale espiazione, facendo riparazione e penitenza, sia] chiamata l’intera umanità». (p.91)

In particolare, Gesù chiese«un Movimento di Espiazione mondiale che parta dall’Ungheria, perché la Vergine considera questo Paese come propria particolare eredità.» (ibid.) ed espresse un desiderio: «Desidero che dall’Ungheria parta la venerazione di Maria come Regina Vittoriosa del Mondo.» (p.92).

In più, per svolgere “bene” i compiti di espiazione e riparazione assegnati all’Ungheria, Gesù aveva chiesto a suor Natalia una nuova Congregazione di Suore, un nuovo convento e una nuova grande chiesa, definendone anche la posizione. «Il nuovo convento, secondo i desideri di Gesù, sarebbe dovuto sorgere nei pressi di Budapest nella zona collinare di Nórmafá, da cui si può estendere lo sguardo sull’intera Ungheria a 360 gradi. Accanto al nuovo convento Gesù desiderava anche una nuova grande chiesa, in cui le religiose potessero espiare giorno e notte in adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, implorando la misericordia di Dio sull’Ungheria e sul mondo intero.

Ai margini delle colline di Nórmafá si estende un grande prato chiamato Prato di Sant’Anna, a motivo di una minuscola edicola dedicata a sant’Anna negli anni 1825-1830. Questo prato era il posto prescelto da Gesù per chiesa e convento. Nel 1942 il prato fu reso disponibile dalle autorità competenti, perché tutto questo potesse essere realizzato, ma il cardinale Jusztinián Serédi approvò il progetto solo nel 1944. Il primo tentativo di costruzione della nuova grande chiesa da annettere al futuro convento avvenne così solo nel 1944. Il 3 ottobre se ne ottenne il permesso e l’8 dicembre fu posta la prima pietra da parte del padre confessore di suor Maria Natalia, padre Lajos Gologi, in presenza di migliaia di fedeli. Molti di loro, in spirito di espiazione, trasportarono abbondante materiale da costruzione sul luogo. Ma era troppo tardi: i lavori non poterono continuare per gli aumentati pericoli della guerra.»(p.52).

«Nel decennio che precedette la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), come appare chiaro dalle richieste di Gesù a suor Maria Natalia, si posero i presupposti in Ungheria di un forte Movimento di espiazione, storicamente documentato, che trovò nei santuari mariani la sua sede privilegiata e che potè cominciare a svilupparsi solo dopo il 1945, come vedremo. Due secoli prima, nel 1753, era già sorto in Ungheria un Centro di espiazione nella Kútvölgyi Boldogasszony-Kápolna, cappella in Budapest» (p.46).

In pieno regime “rosso”, «Nel 1969, padre István Regöczi, dopo un lungo periodo di detenzione nelle carceri comuniste, riuscì a ottenere [quella piccola Cappella di due secli prima] la piccola Cappella di Kútvölgyi del 1753, situata all’interno della città di Budapest non lontana dal Danubio; la ingrandì circondandola con un edificio di legno che la conteneva e la donò a suor Maria Natalia per farne un centro di preghiera espiatoria per l’Ungheria e per il mondo. Qualche giorno dopo la veggente confermò che la Santa Vergine aveva accettato il progetto e che, malgrado la piccolezza, la cappella “era sufficientemente Grande per accogliere tutto il Cielo”.

La cappella era in legno e senza riscaldamento, tuttavia moltissimi fedeli vi si recavano anche nel rigido inverno per adorare l’ostia santa, partecipare alla liturgia eucaristica è recitare coralmente l’invocazione a San Michele Arcangelo raccomandata da Papa Leone XIII alla fine del XIX secolo» (p.53). 

Nota

«La cosiddetta “Cappella degli ungheresi” era sorta nel 1753 su un pozzo tra i vigneti dove avvenne un miracolo mariano. La vergine apparve tenendo sollevato a pelo d’acqua un bimbo caduto nel pozzo. Nel 1991 pellegrini belgi realizzarono un nuovo pozzo sul luogo del miracolo in marmo di Carrara» (ibid.). 

Fedeli che partecipano alla Santa Messa celebrata nella Cappellina

11. COME HA RISPOSTO L’UNGHERIA ALLE RICHIESTE?

Come ha risposto l’Ungheria?

Nel 1992 fu costituita «l’associazione denominata Movimento Espiatorio della Regina del Mondo (in ungherese: Világ Királynöje Engesztelö Mozgalom), registrata con atto pubblico al fine di combattere l’apostasia dilagante» (p.190).

«Le finalità dell’associazione erano quelle richieste da Gesù nelle apparizioni a suor Maria Natalia e in primo luogo l’espiazione; la preghiera; la realizzazione della Chiesa nel Prato di Sant’Anna a Normafa; l’impegno di celebrazioni espiatorie nel Prato tutti i primi sabati» (ibid.).

Nel 2013, dai sindaci di due minuscoli villaggi ungheresi, Komlóska (341 ab.) e Pálháza (1143 ab.), nacque «l’iniziativa di contattare tremiladuecento altri primi cittadini ungheresi ed esteri per proporre il consolidamento e la diffusione [di tale associazione]. […] Pochi mesi dopo le risposte pervenute erano già millecinquecento» (ibid.).

Ma l’anno prima era stato preparato il terreno…

Dal 6 al 15 giugno del 2012, «l’Assciazione aveva promosso e realizzato uno straordinario pellegrinaggio nazionale […], coprendo tutto il territorio ungherese in forma di croce regolare, grazie a quattro staffette, il cui percorso partiva dai confini dello Stato, dai quattro punti cardinali. Il punto di ritrovo, cioè punto di intersezione della croce, fu il Prato di Sant’Anna, dove si tenne la celebrazione della santa Messa.

I quattro punti cardinali

Le migliaia di pellegrini che parteciparono alle staffette […] indossavano tutti [almeno] un indumento bianco (vestito, cappello, maglietta, foulard o sciarpa). Le insegne colorate dei villaggi sventolavano festosamente, mentre un rappresentante di ciascun villaggio portava una croce di legno. Inoltre, simbolicamente, i pellegrini che partivano dalla riunione di confine recavano con sé: dal nord acqua; dal sud pane; dall’est vino; dall’ovest il Vangelo.» (pp.190-191).

L’autrice del libro conclude così: «La lettera inviata dai due sindaci ai loro colleghi si concludeva all’incirca con questo pensiero: “Dipende da noi ciò che i nostri figli potranno ricordare. Possiamo dimostrare loro che all’inizio del XXI secolo, nel pieno di una delle più grandi crisi dell’umanità, siamo stati in grado di riunire gli ungheresi nella fede e nell’amore, come un’anima sola, dalle famiglie, dai villaggi e dalle città”.» (p.191).

E aggiunge:«Questo non è l’epilogo. Questa è probabilmente profezia dei tempi futuri. Maria ha detto: “Non esistono promesse celesti che non trovano il loro compimento. AMDG» (p.191).

Io aggiungo il completamento della citazione di Maria:«La vergine Maria dice: “Non esistono promesse celesti che non trovino loro compimento. Il Padre mi ha affidato tutta la terra, ma santo Stefano mi ha dato il vostro Paese in eredità. Perciò a questo popolo, caro al mio Cuore, dico di pregare e fare penitenza! Io sono con voi!”». (p.189)

12. PER ULTIMO, UN GRANDE AFFRESCO CELESTE DI SUOR MARIA NATALIA: «Vengo a prendere possesso dell’eredità che mi appartiene»

Finisco con un ultimo grande affresco celeste descritto da suor Maria Natalia:

«Nell’autunno del 1985, in un’apparizione, vidi l’Ungheria. Non c’era traccia di quel grigiore opprimente che a volte la caratterizza. Tutto brillava e risplendeva come se l’intero Paese fosse una sfera cristallina rischiarata dal sole. I raggi provenivano dal cielo e riconobbi che la loro fonte era la Beata Maria, avvolta da un manto di luce abbagliante. Si avvicinò a me divenendo sempre più grande e si stabilì sopra l’Ungheria irradiando, da lì, tutti i paesi del mondo che furono investiti completamente di luce.

Mi disse: “Vengo a prendere possesso dell’eredità che mi appartiene”. Fu in questa occasione che, per la prima volta, mi parlò di re Santo Stefano. Vidi il destino glorioso che attende l’Ungheria e chiesi a Maria: “Madre amata, siamo così santi?”. Dolcemente mi rispose: “Non sarete salvati perché siete santi, ma perché siete miei!”. Re santo Stefano consacrò il regno di Ungheria alla Vergine Maria e la elesse erede incondizionata e plenipotenziaria. La Vergine non mi nascose la sua predilezione per questa terra. Al termine della visione chiesi: “Madre cara, fai differenze fra una nazione e un’altra?”. La Vergine mi rispose: “No, questa differenza la fate voi. Se voi venite a me in spirito di espirazione e di penitenza, siete voi stessi che optate in favore della luce e della gioia per il vostro destino futuro. Se implorate misericordia presso il mio Figlio e fate la volontà del Padre, questa luce prende dimora in voi, affinché possiate irradiarne gli altri. Non esistono promesse celesti che non trovino il loro compimento. Il Padre mi ha affidato tutta la terra, ma santo Stefano mi ha dato il vostro Paese in eredità. Perciò a questo popolo caro al mio Cuore dico di pregare e fare penitenza! Io sono con voi!”»(p.166-167).

Oh Vergine, Madre nostra, vittoriosa Regina del Mondo,

mostra la tua potenza!

(fine)

Guido Verna

2020

—————-

[CM] Claudia Matera, Rivelazioni profetiche di suor Maria Natalia Magdolna. Mistica del XX secolo, Sugarco Edizioni, Milano 2019, p.159.  Tutti i riferimenti con la sola indicazione di pagina rimandano a questo libro.

Please follow and like us:
error

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi