di Guido Verna

13 maggio 1999, bicentenario del martirio.

7. 13 maggio: i martiri di Casamari insieme alla Madonna di Fatima

Non si può chiudere senza un pensiero al 13 maggio, alla Madonna di Fatima.

Un centenario, un bicentenario, un anniversario sono sempre momenti di riflessione e di bilanci, di revisioni e di confronti. Sono regali — per chi li sa cogliere — che il passato fa al presente e al futuro. Ma quando si entra nel tempo, nella storia, le linee si intersecano e si annodano, anche se sono su piani diversi; e in queste intersezioni, in questi nodi si può cogliere ancora più luce per oggi e per domani.

Oggi 13 maggio, i martiri di Casamari sono insieme alla Madonna di Fatima. È un nodo corposo; ma è un nodo facile da dipanare:  il loro stare insieme sta a ricordarci due tra i più grandi attacchi che la nostra religione e la nostra identità culturale costruita su di essa abbiano mai subito nella loro storia: la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione comunista. Di queste Rivoluzioni e di questi attacchi purtroppo conosciamo più — in tanti casi, purtroppo, esclusivamente — la lettura che ne hanno dato i vincitori, cioè i Rivoluzionari, che quello che hanno tentato di dirci fin da subito i martiri col loro sangue e i tanti grandissimi e straordinari pensatori cattolici (Burke, De Bonald, Donoso Cortes, De Maistre ecc.) coi loro scritti:  su tutti è sceso, però, lo stesso velo di silenzio che ha avvolto lentamente ma quasi inesorabilmente i martiri di Casamari.

Sarà per quest’oblio che di fronte alla seconda Rivoluzione il Cielo ha deciso di intervenire in diretta, mandando la Madonna a Fatima a raccontare ai pastorelli quello che sarebbe successo se non «farete quello che vi dirò» [24].

Su Fatima, il silenzio è sceso in tutt’altro modo: tutti a pensare alla terza parte del segreto, dimenticando le primi due, l’inferno post–mortem  per i singoli e l’inferno nella storia — il comunismo — per le  nazioni.

Togliendo la polvere dell’oblio dalle spalle dei nostri martiri e — se permettete, anche da quelle della Signora più splendente del sole —, è necessario avere uno scatto di orgoglio e riaffermare la nostra identità contro  «le pestifere massime di quei tempi»  — e dei tempi successivi … — che tanto orrore facevano a Fra Maturino. Riappropriandoci della nostra storia, dobbiamo riaffermare il diritto a diffondere integralmente la nostra cultura e la nostra visione del mondo.

La Rivoluzione Francese e quella sovietica sono le due grandi discriminanti culturali degli ultimi due secoli: da come ci si pone di fronte ad esse, ne deriva per il mondo cattolico la possibilità o meno di incidere sul mondo. E dalla forma data alla società — diceva Pio XII — deriva la salvezza di tante anime: comprese le nostre.

(fine)

Guido Verna

Maggio 1999

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[24] Antonio A. Borelli Machado, Le apparizioni e il Messaggio di Fatima, Cristianità, Piacenza 1977.

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