Sta scritto stamani nello snippet di Google della sua “voce” Wikipedia

Marco Respinti di Marco Respinti 23 Giugno, 2020 

Che Paese è quello in cui se uno non è allineato al pensiero dominante deve bruciare sul rogo? Che civiltà è quella in cui, se non canti in coro con il più forte, meriti il campo di concentramento? Che mondo è quello in cui se pensi e se parli sei uno sporco omofobo, e il parlamento del tuo Paese già lavora a una legge per crocifiggerti perché hai un’opinione diversa (diversamente diritta), epperò lo strumento degli strumenti, Google, può minacciarti senza problemi?

Alla prima ricerca Google della giornata, quasi con il caffè della mattina, stentavo oggi a credere ai miei occhi. Alla “voce” Simone Pillon di Wikipedia, dedicata alla biografia del deputato della Lega sbeffeggiato più sì che no per le sue opinioni non allineate alla dittatura del gender, lo snippet indica la data di nascita e, per quella di morte, scrive «il prima possibile». Sbigottito, entro nella “voce”. Qui trovo però tutto regolare. Esco e rileggo «il prima possibile». Sì, è lo snippet.

Non è grave, gravissimo?

Non so di chi sia la colpa. Non invoco la censura, ché mi fa schifo persino l’idea. Mi chiedo soltanto dove siamo arrivati, ingenuo, guascone, donchisciottescamente innamorato ancora e sempre della verità delle cose, della libertà, di un senso minimo della lealtà nello scontro pur maschio (sì, «maschio»… vabbè, absit iniuria verbis).

Scatto subito uno screenshot, mi confronto con qualche amico e collega, e la mano mi scende veloce al fodero, là dove tengo la penna sempre pronta al duello. No, è più veloce la tastiera. Apro Word e scrivo quel che state leggendo. Nel mio piccolo cerco anche oggi, fra mille menate quotidiane e distrazioni e commissioni da sbrigare, di costruire un mondo un poco più abitabile. Anche per quell’imbecille che ha scritto nello snippet «il prima possibile» augurando, tra il serio e il faceto, la morte a un deputato della repubblica italiana reo di diversità. E intanto fra me mi domando se l’algoritmo del Grande Fratello sia andato in vacanza all’apparire del primo sole estivo.

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