di Padre Ubaldo Terrinoni O.F.M. Cap.

  1. Le emozioni come meteore

         L’emozione non ha voce! cantava qualche anno fa Adriano Celentano. In realtà, a questa coinvolgente reazione istintiva dell’uomo mancano non solo le idee per esprimerla, ma mancano anche le parole per confidarla e per valutarne l’intensità e la profondità. E’ pressoché impossibile descrivere e verbalizzare i momenti emozionanti. Come nessuno può vedere il vento, ma solo i suoi effetti sugli alberi, così non si possono vedere le emozioni, ma solo i loro effetti sul viso e sul corpo. “Le emozioni sono musica, profumo, colori, che solo il cuore può sentire e ascoltare” ci ricorda lo scrittore e pittore sardo Agostino Degas.

         Così, è fonte di forti emozioni contemplare un roseo tramonto dai colori e forme di continuo cangianti e che lentamente si ritira lanciando barbagli di fuoco e poi si inabissa nel mistero; o ammirare il cielo trapunto di stelle che sembra formare un coro di luce e l’universo appare come un immenso tempio per celebrarvi la liturgia cosmica come amava ripetere il teologo Teilhard de Chardin.

         E’ motivo di profonda emozione ascoltare musica alta classica, che è incanto, bellezza suprema, armonia angelica, epifania divina; così anche fermare a lungo, in contemplazione, l’occhio e il cuore su una bellezza artistica: un affresco, una tela, un mosaico. Sono emozioni uniche! Torna molto vera l’affermazione suggestiva e tanto significativa dello scrittore inglese Chesterton: “Il mondo perirà non per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia!”

         Il termine emozione deriva dal verbo latino emovère col significato di “trasportare fuori, emettere, agitare, smuovere, commuovere…”; suscitare dal    profondo vivi sentimenti di pietà, di affetto, tenerezza, simpatia, dolore, paura, gioia ecc. Le emozioni costituiscono una parte notevole della nostra vita personale e sociale: ci permettono di tessere relazioni con gli altri e di essere, allo stesso tempo, consapevoli di ciò che ci sta accadendo; fanno parte della nostra esistenza, caratterizzano la nostra quotidianità e influenzano sentimenti ed affetti; provocano l’accelerazione dei battiti cardiaci, il ritmo del respiro e l’aumento della tensione muscolare.

         Tuttavia le emozioni sono di breve durata, passano presto! Sono come meteore; “hanno una natura intensa e breve” afferma il giornalista Massimo Gramellini. Queste singolari ineffabili esperienze sono come la luce che improvvisamente si accende nella stanza, fa compagnia, illumina, riscalda e poi lentamente si spegne; sono come una immediata risposta a un messaggio che ci ha toccati e che esplode nella coscienza coinvolgendo la totalità della nostra persona e poi fugacemente ci abbandona. “Le emozioni mettono in subbuglio il nostro cuore e subito si dileguano” sentenzia il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman).

  • La norma torni al centro della vita dell’uomo!

         Però, non si può vivere soltanto di emozioni, perché sono inesorabilmente passeggere. Per cui le scelte fondamentali di vita che coinvolgono un’intera storia o esigono la fedeltà a un prolungato programma di vita non si possono costruire sulle emozioni, ma sulle motivazioni di fondo, che richiedono di approntare un preciso progetto di lavoro e realizzarlo giorno dopo giorno attingendo in abbondanza alla sorgente dell’amore, del sacrificio, dell’impegno, della fatica, del senso del dovere e di responsabilità.

         “Se una volta al centro avevamo la norma o la regola – afferma lo scrittore e psicologo Ezio Aceti -, oggi purtroppo al centro ci sono soltanto le emozioni, c’è il sentimento: non c’è nessuno che faccia qualcosa se non la sente. L’emozione è dentro tutto, perché oggi una cosa senza passione e sentimenti non ha senso! Occorre tener conto di tutte le emozioni e i sentimenti, senza prescindere da esse, ma anche senza diventarne dipendenti e farne punto di arrivo”.

         Oggi, strano a dirsi, non mancano persone di apprezzabili livelli culturali che fanno dell’emozione il punto di riferimento esclusivo, il tutto della vita, il vertice   della tensione e della ricerca. Ci si muove in funzione delle emozioni. Certo che “siamo nati per vivere le emozioni non per nasconderle” come dichiara Pasquale Listone, ma queste non possono assorbire ed esaurire tutte le nostre energie.

         Non si può vivere sostenuti soltanto da emozioni. In altri termini, un progetto di vita non lo si può   costruire esclusivamente sulle emozioni; queste non garantiscono la solidità e la stabilità dell’intero edificio. Quando intelligenza e affettività (cioè quando mente e cuore) sono in perfetta sinergia si è capaci di gestire emozioni, passioni, pulsioni aggressive e istintività senza essere mai gestiti da esse. E’ necessario dunque che il prezioso binomio – mente e cuore –  resti alla guida di ogni storia per conferire un giusto senso e una garantita riuscita ad una vita intera.

                                                            

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