di Gianluca Zappa

Gli uomini medievali suonavano, cantavano, danzavano. In modo a volte composto, a volte sfrenato. Come facciamo noi, particolarmente quando siamo felici. I “rundelli”, ad esempio, erano canzoni che invitavano alla danza la mattina di Pasqua: dopo la lunga Quaresima, si festeggiava la resurrezione sulle piazze cantando e girando a tondo (come dice la parola stessa, che contiene il termine”round”). La gioia di sfogava così. Il testo era biblico, la danza semplice e popolare.
Sembra banale dire che nel medioevo si ballava e si cantava allegramente, ma non lo è se pensiamo alle musiche sempre cupe e agli inquietanti falsi gregoriani che si sentono di film o nei documentari. Tra l’altro proprio nel gregoriano ci sono sequenze di vocalizzi chiamati “jubilus”, cioè espressione di gioia.
Il Medioevo cantava e componeva. La parola “trovatore” significava “compositore” o cantautore, se preferite. Vengono dal medioevo la canzone e la ballata (strofe e ritornello), forme che prima non esistevano.
E per cantare e ballare il medioevo creò strumenti musicali nuovi o perfezionò quelli che esistevano, o introdusse in Occidente strumenti della musica islamica o ebraica: tamburi , nacchere, campanelli, cembali, flauti, pifferi, cornamuse, pive, salteri, ribeche, strumenti a corda originali come la viella o quello stranissimo marchingegno che è la ghironda, capace di assemblare modi diversi di suonare.
Ne nacque una musica originalissima e intensa, con testi poetici di grande bellezza, di cui abbiamo testimonianza in alcuni manoscritti come il Livre vermeil de Montserrat, il Liber sancti Jacobi, le Cantigas de Santa Maria, le Piae cantiones. Tutti canti religiosi, ma molto diversi dal gregoriano, che evidentemente non era l’unica musica del tempo. Per la musica profana, inutile ricordare i “Carmina Burana”.
In Italia esplode il fenomeno della “Lauda”, ad opera di geniali, anonimi compositori che appartenevano a confraternite che cantavano durante le solennità e le processioni.
Musica popolare, canti popolari, danze allegre e movimentate che a volte si tenevano anche in chiesa e che, logicamente sfrattate, si diffusero nelle piazze. Un universo sonoro vivo e variegato. 
Roba da Medioevo!

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