Cosa è e come si ottiene?

 

   San Francesco è a Santa Maria Degli Angeli

Di notte gli è rivelato che vada a Perugia dal sommo pontefice Onorio III, per impetrare un’indulgenza per la cappella della Porziuncola da lui restaurata. Ci va all’indomani accompagnato da fra Masseo di Marignano. Il papa domanda: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?” San Francesco risponde: “Beatissimo Padre, piaccia alla Santità vostra non dare a me anni, ma anime. Io voglio, se vi piace, che chiunque verrà a questa chiesa, confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del Battesimo infino al dì e all’ora che entrerà in detta chiesa”. All’obiezione del papa: “Non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile”, il santo risponde: “quello che io domando non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo”. E il papa conclude: “Piace a noi che tu l’abbia”. (dal  Diploma di Fra Teobaldo, vescovo di Assisi, 1296-1329).

Questa indulgenza, successivamente confermata dai papi  ed estesa ad altre chiese, può essere lucrata nelle chiese francescane e in quelle parrocchiali, dal mezzogiorno del 1° agosto a tutto il giorno 2. Tutti i giorni ad Assisi nella chiesa di santa Maria degli Angeli.

Per entrare nel senso e nel valore dell’indulgenza, troviamo la spiegazione più attuale da papa Francesco, in occasione del Giubileo della Misericordia 2015-2016:

 

   Senza confini

“Il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini. Tuttavia, Mentre percepiamo la potenza della grazia che ci trasforma, sperimentiamo anche la forza del peccato che ci condiziona. Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato.

   La Chiesa vive la comunione dei Santi. Nell’Eucaristia questa comunione, che è dono di Dio, si attua come unione spirituale che lega noi credenti con i Santi e i Beati il cui numero è incalcolabile (cfr Ap 7,4). La loro santità viene in aiuto alla nostra fragilità, e così la Madre Chiesa è capace con la sua preghiera e la sua vita di venire incontro alla debolezza di alcuni con la santità di altri. Indulgenza è sperimentare la santità della Chiesa che partecipa a tutti i benefici della redenzione di Cristo, perché il perdono sia esteso fino alle estreme conseguenze a cui giunge l’amore di Dio”. (dal N. 22 della Bolla Misericordiae Vultus di papa Francesco).

 

   Sarà utile puntualizzare

Nel sacramento della Riconciliazione Dio distrugge il peccato e libera l’uomo dalla pena eterna dell’inferno. Questo è il perdono.

 

   L’indulgenza è un passo più avanti.

Il peccato ha le sue conseguenze: “le contraddizioni e l’impronta negativa nei comportamenti e nei pensieri … l’indulgenza raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato”.

Il linguaggio tecnico, che il papa evita nella Bolla del Giubileo, si esprime così:

   “L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa”. (Catechismo della Chiesa cattolica, 1471-1479; 1498)

 

   La “pena temporale”

La “pena temporale” è la pena del Purgatorio. Ma in cosa consiste realmente? L’uomo è perdonato e si rende conto che il bene vero della sua vita è Dio, però non è pronto a vederlo e se ne vede privato per un tempo indeterminato che potrà anche essere lungo. Quale pena fisica può essere più pesante? Il linguaggio tecnico, che aiuta a precisare le cose, ma ha un sapore fiscale e giudiziario, è un adattamento alla mente dell’uomo che ha questa mentalità ed è più sensibile a questi toni. Ma Dio non è fiscale, né vendicativo, non condanna l’uomo ma il peccato e spera e attende che l’uomo apra gli occhi, desidera la sua vera e piena realizzazione e per questo lo perdona. Oltre al perdono, gli fa fare con l’indulgenza un grandissimo passo avanti. L’uomo che riceve davvero l’indulgenza è pronto per il Paradiso.

 

   Abilitazione

Quando il papa dice: “abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato” parla della vita presente. Dunque presenta come culmine e ideale della vita cristiana non semplicemente la liberazione dal male del peccato e dalle sue conseguenze, né la sola realizzazione nella vita futura, ma l’abilitazione “ad agire con carità, a crescere nell’amore” già su questa terra. Questa novità di vita totalmente libera spiega la pace, l’eroismo nelle opere buone e i miracoli nella vita dei santi: sono creature nuove ed è Dio che agisce in loro, poiché non gli pongono ostacoli.

Se questo può sembrare scontato, o di poco conto, o utopistico, si può riflettere da un lato sui frutti del peccato nella nostra società e dall’altro sui  frutti della scelta cristiana che nella storia ha dimostrato, quando è vissuta con coerenza, di produrre cose che tutti desideriamo e di cui oggi sperimentiamo dolorosamente la mancanza.

 

   Dove prende la Chiesa questa ricchezza?

È il discorso della Comunione dei Santi. La “Chiesa è capace con la sua preghiera e la sua vita di venire incontro alla debolezza di alcuni con la santità di altri”.

Discorso molto ricco. Anche in poco spazio è possibile una sottolineatura: insieme ai meriti di Gesù e dei Santi, le opere buone di ogni credente, prima delle quali la fede, cioè l’accettazione di Dio con la mente e la volontà in scelte rinnovate ogni giorno, vanno a beneficio di tutti. Una bella opportunità quotidiana che dà significato e valore a ogni azione. Opportunità da non perdere. Perché privare i fratelli di tanto beneficio?

Questa Comunione dei Santi permette di destinare le indulgenze anche ai defunti, e di farle per questo più volte nell’anno.

 

   Quali sono le azioni da fare per l’indulgenza di Assisi?

I Sacramenti della Confessione e della Comunione; una visita ad una chiesa francescana o parrocchiale con la recita del Credo, del Padre nostro e una preghiera secondo le intenzioni del papa. Negli anni santi un pellegrinaggio, anche breve, verso una delle chiese indicate e il passaggio per la porta santa.

La Confessione e la Comunione possono essere fatte anche nei giorni immediatamente vicini, prima o dopo, se proprio non si riesce a farle lo stesso giorno.

   L’opera più importante e determinante

Le opere indicate avranno valore se il credente decide seriamente di staccare la volontà da ogni forma di peccato e per questo si impegna. Mancando questa scelta l’indulgenza è ridotta o addirittura nullificata. Dio fa sul serio, non mette limiti alla sua misericordia e chiede serietà.

 

   E un malato come fa?

A nessuno viene chiesto l’impossibile. A casa può fare e le preghiere e chiedere i sacramenti ai sacerdoti. Il pellegrinaggio è nella malattia, nelle sofferenze, nella stanza, nel letto e nelle terapie. Importante che la volontà sia decisa nella scelta di Dio.

 

NOTA: L’argomento è molto più ricco della breve presentazione che è possibile qui.

 

 

AR agosto 2018

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