di Carla Vanni

A New York non sono ancora spente le luci accese per festeggiare la possibilità di uccidere il proprio figlio fino a un minuto prima della nascita (per mani di un qualsiasi operatore sanitario e per qualsiasi motivo), che dalle nostre parti si leva un coro commosso di approvazione per la sensibilità mostrata dalla Regione Lombardia che, dal 19 febbraio prossimo, permetterà agli animali d’affezione di essere sepolti assieme ai padroni. Che bella notizia.

«In base alla volontà dei loro proprietari o dei familiari, le ceneri degli animali d’affezione potranno essere deposte vicino alle spoglie delle persone con cui hanno condiviso l’intera esistenza», spiega Comazzi (ndr: capo gruppo Forza Italia in Regione Lombardia: Dudù imperat), il quale sottolinea che «in attesa dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio siamo orgogliosi di questa proposta che rappresenta un grande passo avanti in materia di civiltà». “Grande passo avanti in materia di civiltà”, ha detto così.

Si associa al tripudio il pentastellato Fumagalli, che però teme un rafforzamento della lobby dei funerali.. mannaggia, niente che fili mai liscio.

E sì, perché il caro estinto a quattro zampe, o a due ali o chissà come, andrà prima cremato e poi sepolto in una teca a parte nello stesso loculo del padrone o nella cappella di famiglia. Attendiamo le teche, le coroncine di fiori, i lumini ad hoc et similia. Quindi il dio denaro ha la sua buona parte nella questione. E non avevo motivo di dubitarlo.

Non posso tralasciare uno scivolone nella delibera: “proprietari” non va bene, mi dissero “Lei è l’umana di riferimento dei suoi cani, non la padrona”.. quindi con quell’espressione spero non si siano giocati un bel tratto di questa strada luminosa che li porta verso la civiltà. L’obiettivo di questa brillante iniziativa è tutelare gli affetti tanto cari a parecchi di noi, specialmente agli anziani “che non si vogliono separare dai loro amici neppure dopo la morte”. La demenza è una malattia che inizia dopo il termine temporale della nostra vita, secondo la Regione Lombardia, e sono quasi commossa dalla cura riservata al “dopo vita” : c’è da sperare che prima o poi la cura imbocchi la Via giusta.

Qualche osservazione: intanto, da Cattolica quale per grazia di Dio sono, rilevo subito che in un luogo consacrato, come è appunto un cimitero, entreranno anche le ceneri di un animale e della cosa certamente non gioisco. Dopo i numerosissimi episodi di animali in Chiesa, ora li troveremo anche al cimitero. Il passo alle esequie in un luogo apposito è brevissimo ed attendiamo questo altro segno di civiltà. Immagino anche che si debba cambiare il formato dei loculi, perché non tutti si dilettano con la compagnia di un canarino.. a parte il fatto che qualora io ritenessi “d’affezione” una balena, per incenerita che sia, avrà “diritto” al suo spazio. E non venitemi a dire che la balena non è d’affezione perché il “diritto” di considerarla tale non si può negare a nessuno. Ci sono anche da calcolare i tempi, perché la prevedibile mancata sincronia dei trapassi pone qualche quesito: se morisse l’animale prima del padrone? Cremazione e teca a parte in attesa dell’arrivo dell’umana compagnia? Il padrone prima dell’animale? Si riapre il loculo per accogliere la teca? Un gran lavoro per le agenzie funebri, che magari assumeranno qualcuno e questo sarebbe l’unico effetto positivo di questa follia.

Non ci vuole troppo impegno per confrontare la notizia con quella del marzo 2014, quando si scoprì che l’ospedale inglese di Addenbrooke, a Cambridge, aveva gettato ben 797 feti nel termovalorizzatore, dicendo poi alle madri di aver cremato i loro bambini: “cremato” nel senso stretto dell’espressione, non usati come pellets. Alle rimostranze ed allo sdegno pubblico si oppose, validamente, il regolamento dell’ospedale: i rifiuti ospedalieri sono fonte di energia ed i bambini abortiti sono rifiuti ospedalieri. Così, nero su bianco. E se la cavarono: nessuno potè obiettare legalmente. Ed anche da noi la procedura è la medesima: non sappiamo se i bambini finiscano nel termovalorizzatore, ma nella spazzatura è certo.  E quali e quanti ostacoli incontri l’allestimento dei cimiteri per i bambini non nati è cosa più che nota.

Al contrario, gli animali di affezione lombardi godranno di una benedetta sepoltura assieme ai loro “umani di riferimento” che, magari fino al giorno prima, si saranno riscaldati in ospedale al tepore delle ossa e delle ciccette dei bambini abortiti e bruciati nei termovalorizzatori. Come civiltà siamo piuttosto avanti.

Invece di coltivare l’attaccamento a quello che è proprio della nostra natura umana e divina .. e, Dio a parte, più dei figli non ce n’è ..  se ne facilita lo smaltimento in un termovalorizzatore, si stimola la devozione religiosa ad esseri che per loro natura ci sono sottoposti, si dissacra l’esperienza sublime della maternità ed il valore divino della vita sacralizzando l’evento più materialmente miserabile: la morte fisica, che va organizzata in compagnia di cani e gatti, quasi fosse consapevole. Dopo aver sentito fantasticare di cani e gatti che corrono felici in paradiso, iniziamo a fare la bocca al caro estinto a quattro zampe che riposa, seppur incenerito, vicino a noi.

Gli uomini al posto di Dio e gli animali al posto degli uomini: vecchia ambizione che, nonostante le apparenze, il demonio non soddisferà mai.

Volendo tentare di essere un po’ civile anche io, ho chiesto ai miei tre cani dove vorrebbero essere sepolti. Hanno risposto che sono felici di essere trattati “da cani” in vita e vorrebbero che accadesse così anche dopo la loro morte. Si capisce: vivono in campagna in Umbria, mica in Lombardia.

 

 

 

 

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