di Carla Vanni

 

La start up innovativa Lora DiCarlo è un’azienda “specializzata in alta tecnologia per il piacere femminile,” con sede negli Stati Uniti.

Lora Haddock ne è la fondatrice ed attualmente anche l’Amministratore Delegato.

L’azienda è salita in queste settimane agli onori della cronaca per aver prodotto un marchingegno atto a procurare piacere alle donne: le prestazioni della macchinetta sono molteplici e non le dettaglio per decenza, ma la caratteristica veramente innovativa è rappresentata dal comando vocale. Robotica ad alti livelli: dopo il navigatore, l’assistente e il gestore della casa, ora abbiamo anche il sex aggeggio che si attiva al suono della nostra voce e capisce le nostre richieste.

Questo prodotto  è stato premiato al Consumer Electronics Show 2019, che si tiene ogni anno negli USA,  per la categoria “innovazione”. Il riconoscimento è stato sonoramente festeggiato dall’azienda con numerosi  ed orgogliosissimi post, che poco dopo si sono trasformati nella solita, vieta lagna contro il sessismo e contro la discriminazione di cui sarebbero vittime le donne e tutte le categorie fantasiose recentemente editate e bla bla,  in quanto il premio è stato altrettanto sonoramente ritirato. La commissione si è avveduta in ritardo di quanto l’oggetto fosse osceno ma, più che altro, di come non rientrasse in nessuna delle categorie delle innovazioni richieste dalla circostanza. Meglio tardi che mai.

Ora vorrei condividere qualche considerazione:  avverto che lo farò in maniera molto diretta e posizionandomi su ambiti per nulla elevati, senza scomodare il Catechismo della Chiesa Cattolica o i Dieci Comandamenti o i risultati di studi psicologici sul tema, perchè per vagliare queste situazioni basta considerare gli istinti della specie animale, niente di più.

Sul loro sito aziendale si legge:

Il pregiudizio di genere al CES sta soffocando l’innovazione
Tutto ciò che facciamo alla Lora DiCarlo è radicato nella positività e inclusione del sesso. Non nascondiamo ciò che facciamo (ndr: e vedi un po’.. lo vogliamo  vendere…) e crediamo fermamente che le donne, le persone non-binarie, di genere non conformi e LGBTQI dovrebbero reclamare al alta voce il loro spazio nel piacere e nella tecnologia, entrambi ancora fortemente dominati dai CEO di sesso maschile e dirigenti. Crediamo anche che la società debba abbandonare il tabù sul sesso e la sessualità, che  è una parte della vita e della salute e che dovrebbe assolutamente essere parte di un discorso principale. Nessuna vergogna, nessun imbarazzo, solo il conforto e la libertà di essere te stesso e goderti il ​​tuo stesso corpo. Il nostro prodotto è stato progettato in collaborazione con un laboratorio di ingegneria di robotica universitario (l’ Oregon State University ha classificato il 4 ° Robotics Lab negli Stati Uniti ), e con il Prototype Development Lab del professor John Parmigiani”.

Tralascio i commenti sui laboratori universitari e su terze parti che si prestano a progettare questa roba: sarei però curiosa di chiedere agli ingegneri del sesso come questa macchinetta possa essere usata da maschi e da femmine indifferentemente. In un ‘altra parte del comunicato si legge che la roba in questione è “frutto di un attento studio dell’anatomia femminile”. Se quindi vanta una particolare efficienza per le signore, di seguito mi verrebbe da chiedere anche qualche altra spiegazione. Ma non lo faccio.

La signora Lora e consociate  ovviamente considerano le donne come poverette, incapaci di tirarsi un po’ a lucido ed uscire a caccia: tutte le perversioni ormai godono di un’accettazione sociale inattaccabile e questo rende possibile riempire di frecce le faretre di qualsiasi donna con qualsiasi aspetto. Queste relazioni sociali, per come sono regolate oggigiorno, non richiedono particolari minuetti. Qualche occhiata efficace e due brevi chiacchiere, non serve moltissimo. Ma sarebbe comunque più stimolante che scartare la macchinetta, perchè quello sarebbe “il preliminare“.

Ma evidentemente no, facciamola facile che più avvilente non si può: meglio comprare il loro dispositivo.

Immagino la disgraziata che chiacchiera da sola con la diavoleria (è proprio il caso di dire..), senza neanche lo sprone di agghindarsi un po’: basta non essere afoni e tutto andrà come si auspica.  “Fare sesso” è una delle espressioni più rivoltanti e volgari dei nostri tempi ma, in confronto a quanto si dovrà concepire per descrivere queste circostanze, quella diventerà la spiegazione di un atto quasi nobile. Non credo che l’uso di questo aggeggio rientri nel vizio solitario, che ha “l’attenuante” rispetto a questo coso di potersi presentare improvvisamente ed improvvisamente avere la meglio. No,  qua si tratta  di un oggetto cercato, scelto, ordinato e pagato a quello scopo. La cosa mi sembra più tragica ancora. Basta la carta di credito ed il pacchetto  arriva a casa …e via con le serate roboticamente carnali.

Inoltre, sul sito si sottolinea che le mani restano libere “per usi migliori”.. e mi fermo qua per sottrarmi al peggio, ma qualche domanda la vorrei porre.

Siamo arrivati quindi alla mortificazione più completa.  Non basta che gente della stessa risma abbia convinto molte donne che un figlio sia un peso da accollarsi o scaricare, che la gravidanza altro non sia che un ingrandimento del nostro corpo in larghezza e profondità.  No: ci devono anche togliere la seduzione, sacrosanta caratteristica innata in qualsiasi femmina.

Credo che qualsiasi donna ricordi questa prima volta: cosa fare per attirare quell’ uomo, proprio quello là, non un altro (si spera in ambiti leciti e con obiettivi consentiti…). E invece neppure più questo ci sarebbe necessario, anche se ridotto al minimo come i tempi purtroppo richiedono. Nessuna chiacchiera nelle orecchie dell’amica del cuore “ma gli piacerò?”, nessun “che mi metto..stasera lo vedo di sicuro..” , “guarda tu se mi sta guardando.. ma non ti far accorgere, eh?”  E, da donna, posso dire che questa fase non era certo meno coinvolgente dell’eventuale seguito (sempre legittimo, auspicabilmente..)

C’è una specifica parte del cervello, alcuni gruppi di neuroni creati appositamente per questo tipo di relazione: a questo punto li immaginiamo rintontiti e messi in un angolo ad aspettare che la macchinetta vada in manutenzione, rianimarsi e salvare il salvabile.

Per una donna, “stare” con qualcuno, averne la presenza fisica è una componente fondamentale che travalica qualsiasi effetto speciale ottenuto nei laboratori universitari di robotica. E lo affermo cercando di tener fuori (a fatica…) qualsiasi implicazione che viaggi più in alto di questo punto basso da cui ragiono.

Ridotta alla solitudine meccanizzata,  le signore della sex robotica vagheggiano una misererrima donna che non disponga neppure di un amante clandestino in cerca di brividi in diretta. Dopo aver schiavizzate moltissime donne con mille ruoli da sostenere contemporaneamente, schiacciate con aspettative di gioventù ultraottuagenaria, angariate con mille sacrifici alimentari per modellare le forme femminili a loro gusto .. che succede? Approdiamo roboticamente ai selfie sessuali.

Lasciateci in pace, non carissime signore.  Dal sacrosanto sesso coniugale a quello senza amore e senza desideri procreativi dove ora relegate le alienate che vi hanno seguito, non ci costringerete roboticamente  al sesso senza sesso. Sapete una cosa? Non ci troviamo alcuna soddisfazione.

Generalmente detesto la frase “gli animali sono migliori degli uomini”, ma qui credo sia educativa: si accoppiano nel periodo ottimale, l’intento è quello di conservare la specie e cercano con grande attenzione il partner ideale.

Bravi, no? E già.. c’è una legge di Dio che regola la loro vita ed essi seguono solo quella.

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