“Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi”  Papa Francesco

Letizia, 23 anni:

   “Caro Papa Francesco, … Quando ho dovuto compiere l’importante scelta di cosa fare alla fine della quinta superiore, ho avuto paura (…).

   Avevo deciso di affidarmi al parere di alcuni adulti di cui ammiravo la professione e le scelte. Mi sono rivolta al professore che stimavo di più, il prof. di Arte, quello che insegna le cose per me più appassionanti. Gli ho detto che volevo seguire la sua strada, diventare come lui. E mi sono sentita rispondere che ormai non era più come una volta, che i tempi erano cambiati, che c’era la crisi, che non avrei trovato lavoro, (…): ‘Scegli economia’, mi ha detto.

   Ho sentito una grande delusione; mi sono sentita tradita nel  sogno che gli avevo confidato, quando invece cercavo un incoraggiamento proprio da quella figura che avrei voluto imitare. Alla fine, ho scelto la mia strada, ho scelto di seguire la mia passione e studio Arte.

   Invece, un giorno, in oratorio dove sono educatrice, una delle mie ragazze mi ha detto di avere fiducia in me, di stimare le mie scelte. Mi ha detto che rappresento quasi un modello per lei e che avrebbe voluto fare quello che facevo io.

   E’ stato lì, in quel momento che ho deciso coscientemente che avrei preso tutto l’impegno di essere educatrice: non sarei stata quell’adulto traditore e deludente, ma avrei dato tempo ed energie, con tutti i pesi che potrà comportare, perché una persona a me si era affidata”.

   Lucamatteo, 21 anni:

 “Santo Padre, (…) Qualche volta ho provato a disegnarlo, il mio futuro. Ma alla fine vedo qualcosa che non mi soddisfa. Provo a spiegarmi: io penso che siamo noi che lo disegniamo, ma spesso ci capita di partire da un grande progetto, una specie di grande affresco a cui poi, nostro malgrado, togliamo via via qualche dettaglio, togliamo via dei pezzi. Il risultato è che i progetti e i sogni, per paura degli altri e del loro giudizio, finiscono per essere più piccoli di quello che erano in partenza. E soprattutto finisco per creare qualcosa che non sempre mi piace…”.

Letizia e Lucamatteo, a nome di tutti i giovani, l’11 agosto scorso al Circo Massimo hanno esposto a papa Francesco le situazioni che i giovani vivono quotidianamente.

Il papa ha centrato la risposta su “Il sogno” e “La paura”.

Da due anni i giovani si preparano alla XV assemblea del Sinodo dei vescovi. In quella sede, nell’ottobre prossimo, saranno studiate le loro sollecitazioni.

   Ma cosa è il sinodo?

   È un’istituzione permanente decisa dal Papa Paolo VI il 15 settembre 1965 per mantenere vivo lo spirito formatosi dall’esperienza del Concilio Vaticano II. Il termine greco ‘Syn-hodos’, significa ‘camminare insieme’.  L’assemblea è la conclusione di un cammino fatto insieme per riprendere la strada in maniera più consapevole e decisa.

Il tema proposto dal Papa è: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. L’intento è di accompagnare i giovani a “scoprire il loro progetto di vita e realizzarlo con gioia, aprendosi all’incontro con Dio e con gli uomini e partecipando attivamente all’edificazione della Chiesa e della società”.

   Il papa scrive ai giovani:

“Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore”. (lettera 13 gen. 18) e richiama loro l’incontro dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia (28 luglio 2016): “vi ho chiesto più volte: «Le cose si possono cambiare?». E voi avete gridato insieme un fragoroso «Sì». Quel grido nasce dal vostro cuore giovane che non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell’indifferenza. Ascoltate quel grido che sale dal vostro intimo! (…) Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. (…) Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori”.

Il 13 gen. 2017, alla presentazione del documento preparatorio, i giovani hanno detto:

   “siamo convinti che i Vescovi si porranno in ascolto dei giovani delle loro Diocesi, anche di quelli che vivono più lontani dal mondo ecclesiale ma che sono comunque fortemente desiderosi di attenzione e di risposte di senso”.

   “vogliamo lanciare un appello agli Organi di Stampa: vi chiediamo di dedicare maggiori spazi al mondo giovanile, mettendone in luce i tanti aspetti di positività e non solo gli elementi di debolezza e turbolenza. Aiutateci anche voi, con gli strumenti di cui disponete, a diventare protagonisti non solo di un futuro ancora da venire, ma anche e soprattutto di un presente che ci chiama già oggi a costruire la civiltà dell’Amore, mettendo a frutto i nostri talenti nei luoghi in cui siamo chiamati a vivere”. (Elvis Do Ceu e Federica Ceci, 13 gen. 2017)

   Circa 15 mila giovani

   si stanno impegnando per loro stessi e per tutti i giovani vicini e lontani dalla fede, attraverso incontri, convegni, questionari, internet, e dal 14 giugno 2017 con un apposito sito web: youth.synod2018.va.

300 giovani da tutto il mondo, dal 19 al 24 marzo 2018, si sono incontrati a Roma. Hanno lavorato in 20 gruppi più altri 6 gruppi provenienti dal mondo dei social, per poter sentire anche le voci dei giovani non fisicamente presenti.

È stato un lavoro fitto di sistematizzazione e sintesi dei suggerimenti raccolti da tutto il mondo. Al termine è risultato un Documento che ha contribuito, con altre fonti, all’Instrumentum Laboris per l’Assemblea del prossimo ottobre.

Laphidil Twumasi, italiano di origini ghanesi, che ci ha lavorato, dice: “La parte migliore di questo compito secondo me, e quello che mi ha stupito di più, è stato il fatto che pur avendo diversi bagagli culturali, abbiamo avuto quasi tutti le stesse idee e pensieri su questi temi. Questo rafforza la mia opinione sul fatto che abbiamo circa lo stesso obiettivo e necessità come giovani. Abbiamo a cuore il progresso della Chiesa e della società in generale. Prova che, ‘Noi giovani non siamo scemi’, e che la nostra voce deve essere ascoltata e presa in considerazione, come ha detto Papa Francesco”.

Il documento, che rispecchia le specifiche realtà, personalità, credenze ed esperienze dei giovani del mondo, intende fornire ai vescovi una bussola per una maggiore comprensione dei giovani.

I giovani si pongono davanti tutti i temi scottanti e sofferti del nostro tempo. Qui è impossibile farne anche un semplice elenco.

   Quanto alla Chiesa

   i giovani osservano: “La Chiesa, portatrice della Parola di Dio in terra, sembra sempre più distante e chiusa nei suoi rituali. Per i giovani non sono più sufficienti le ‘imposizioni’ dall’alto, a noi servono delle prove e una testimonianza sincera di Chiesa che ci accompagni e ci ascolti per i dubbi che la nostra generazione quotidianamente si pone. Gli inutili fasti e i frequenti scandali rendono ormai la Chiesa poco credibile ai nostri occhi”. (Dario).

   Sono desiderosi

   di una chiesa autentica, accessibile, semplice, creativa, audace; una chiesa sinodale dove tutti camminano insieme nell’ascolto e nell’accoglienza reciproca.

   Sono intenzionati

   a contribuire “all’edificazione, da una parte, di una comunità cristiana sempre meno ingessata e più accogliente e, dall’altra, di una comunità umana capace di promuovere la ricerca del bene comune mettendo al centro la persona” (Nathalie Becquart).

   L’assemblea

   più che dare risposte forse porrà molte domande. I giovani sono quelli del nostro tempo governato da ‘pensieri’ che sappiamo. Suggerimenti e proposte circa una realtà come è la fede cristiana, non conosciuta, molto distorta e appesantita da abitudinarietà e scandali di preti e laici, non è garantito che possano essere coerenti con la fede vera.

Ma bisogna camminare. Il papa Francesco ha messo in guardia dalla pretesa di parlare dei giovani senza interpellare i giovani.

Ai cristiani di buona volontà il compito di accompagnare con la preghiera ed essere disponibili a novità.

Per leggere i testi completi e sicuri del papa: www.vatican.va
Lettura proposta dai Frati Cappuccini di Monterotondo
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