La santa di oggi

5 settembre

Madre Teresa di Calcutta

Fondatrice delle Missionarie

e dei Missionari della Carità

Skopje (Albania) 1910 – Calcutta 1997

Senza Dio siamo troppo poveri per aiutare i poveri” Madre Teresa

Madre Teresa è conosciuta e ammirata per tutto il bene che ha fatto. E si dice: “ce ne vorrebbero tante di queste persone”. Intanto va notato che ce ne sono: le sue suore che proseguono sulla stessa strada. Poi bisogna tener presente da dove è nata tanta generosità forte e costante. Tanti lavorano per i poveri, ma non sempre con la stessa motivazione. Madre Teresa ha detto di sì a Dio. E Lui ha potuto servirsene alla grande.

A nessuno è vietato di mettersi a disposizione dei progetti di Dio vivendo la propria vocazione negli impegni quotidiani. Più che di cose da fare si tratta di decidere la motivazione.

La sposa e la sete

10 settembre 1946. Mary Teresa, dal 1937 consacrata “sposa di Gesù” per “tutta l’eternità”, nell’Istituto delle “Suore di Loreto” ed insegnante e direttrice della loro scuola, è in treno da Calcutta a Darjeeling. Durante questo viaggio riceve l’“ispirazione”, la “chiamata nella chiamata”. La sete di Gesù per amore e per le anime si impossessa del suo cuore: “Vieni, sii la mia luce”, la prega, “non posso andare da solo”, e la Sua sete diviene l’esistenza di Teresa. Gesù soffre per i poveri: tutta una popolazione nasce, vive e muore sui marciapiedi; i loro resti vanno nei mucchi di spazzatura…

Gesù le chiede di fondare una comunità religiosa, le Missionarie della Carità. Dal 1948, quest’anima gigantesca, dentro un piccolo corpo sotto il sari bianco bordato d’azzurro, inizia la giornata con Gesù nell’Eucaristia e, con il Rosario tra le mani, va a servirLo in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”.

Per tutto il mondo donne e uomini Missionari della carità, religiosi, laici, sacerdoti, sani e malati, di diverse fedi e nazionalità, condividono con lei lo spirito di preghiera, semplicità, sacrificio, e il suo apostolato di umili opere d’amore. Madre Teresa è una delle personalità più note al mondo ed è stata insignita delle più grandi onorificenze in India, oltre a ricevere il premio Nobel per la pace nel 1979. L’India le riserva i funerali di Stato. La sua salma a Calcutta è visitata ogni giorno da centinaia di persone di tutte le religioni, per pregare, chiedere preghiere e miracoli.

Il miracolo

Dichiarazione ufficiale del postulatore della causa, P. Brian Kolodiejchuk, sul miracolo processato per la canonizzazione:

Il 17 dicembre 2015, Papa Francesco ha approvato la promulgazione del decreto che riconosce un miracolo attribuito all’intercessione della Beata Teresa di Calcutta. Si tratta della guarigione miracolosa, nel 2008 a Santos, Brasile, di un uomo con una infezione virale del cervello che ha prodotto più ascessi con idrocefalo triventricolare.

I vari trattamenti assunti non sono stati efficaci, e, quindi, le sue condizioni sono peggiorate sempre di più. Il 9 dicembre 2008, il paziente era in uno stato clinico acuto: idrocefalo ostruttivo; era in coma e stava morendo. Si è deciso di procedere con un intervento chirurgico d’urgenza. Alle 18:10 il paziente è stato portato in sala operatoria, ma l’anestesista non ha potuto eseguire l’intubazione tracheale per l’anestesia.

Nel frattempo, dal marzo 2008, la moglie del paziente ha di continuo cercato l’intercessione della Beata Madre Teresa per il marito. Alle sue preghiere di intercessione si sono aggiunte quelle dei suoi parenti, amici, e il parroco; tutti loro stavano pregando per una guarigione miracolosa per intercessione di Madre Teresa.

Quello stesso giorno, il 9 dicembre 2008, quando il paziente è entrato in grave crisi e ha dovuto essere trasportato per un intervento di emergenza, sono state intensificate le preghiere rivolte alla Beata Teresa per la sua guarigione. Proprio tra le ore 18.10 e 18.40 la moglie del paziente è andata nella sua parrocchia, e insieme con il parroco, si è rivolta alla Beata Teresa mendicando con maggiore determinazione la guarigione del marito morente.

Alle 18.40 il neurochirurgo è tornato in sala operatoria e ha trovato il paziente inspiegabilmente sveglio e senza dolore. Il paziente ha chiesto al medico: «Cosa sto facendo qui?». La mattina dopo, 10 dicembre 2008, quando alle 7.40 ha esaminato il paziente, [lo ha trovato] completamente sveglio e senza mal di testa; era asintomatico e con funzioni cognitive normali.

Il paziente, ora completamente guarito, ha ripreso il suo lavoro come ingegnere meccanico senza particolari limitazioni. In più, va sottolineato che a causa dell’intensa e prolungata immunosoppressione e degli antibiotici, i test avevano mostrato uno stato di sterilità; nonostante ciò, la coppia ha ora due bambini sani, nati nel 2009 e nel 2012.

Il 10 settembre di quest’anno (2015), la commissione medica ha votato all’unanimità che alla luce delle attuali conoscenze mediche la guarigione è inspiegabile. L’8 ottobre anche la commissione teologica ha votato all’unanimità che vi era un perfetto collegamento di causa ed effetto tra l’invocazione di Madre Teresa e la guarigione scientificamente inspiegabile. Il 15 dicembre il caso ha ricevuto l’approvazione finale del congresso di Cardinali e Vescovi della Congregazione per le Cause dei Santi”.

Dall’omelia di papa Francesco

Madre Teresa in tutta la sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata. Si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che «chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero». Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini – dinanzi ai crimini! – della povertà creata da loro stessi. La misericordia è stata per lei il «sale» che dava sapore a ogni sua opera, e la «luce» che rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure lacrime per piangere la loro povertà e sofferenza.

La sua missione

Nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri. Oggi consegno questa emblematica figura di donna e di consacrata a tutto il mondo del volontariato (i volontari celebrano il Giubileo della Misericordia): lei sia il vostro modello di santità! Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle «Madre Teresa».

Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione.

Il sorriso

Madre Teresa amava dire: «Forse non parlo la loro lingua, ma posso sorridere». Portiamo nel cuore il suo sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino, specialmente a quanti soffrono. Apriremo così orizzonti di gioia e di speranza a tanta umanità sfiduciata e bisognosa di comprensione e di tenerezza”. (Dall’omelia per la canonizzazione, 4 settembre 2016)

Amata da tutti, senza distinzione

Ho avuto un’amicizia veramente intensa con la Madre. Ogni volta che ci siamo incontrati abbiamo condiviso le nostre gioie più profonde e le nostre preoccupazioni più cocenti.

La Madre è un dono dell’India al mondo, a quello secolare e a quello cristiano. Era amata da tutti, senza distinzione per le affiliazioni religiose. Indù, musulmani, sikh, giainisti, buddisti, non credenti, persino gli atei amavano la Madre con intensità. Amavano lei e la sua voce di compassione e di amore appassionato per i più poveri e gli emarginati”. (Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai, ad AsiaNews,18/12/2015)

Icona della misericordia

Madre Teresa è stata beatificata da Giovanni Paolo II nel 2003. La sua canonizzazione nell’Anno santo della Misericordia, il 4 settembre 2016, la rende “un’icona” delle opere di misericordia, nelle quali papa Francesco ha chiesto ai cristiani di esercitarsi durante il Giubileo.

Per leggere i testi completi e sicuri del Papa: www.vatican.va

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