Il servizio sanitario nazionale del Regno Unito ha somministrato farmaci per bloccare la pubertà a 150 bambini cui era stato diagnosticato l’autismo e non la disforia di genere.

LifeSiteNews riporta la notizia del Daily Mail: un terzo dei bambini presi in cura dalla Tavistock Clinic di Londramostrava segni molto evidenti di autismo: «Una serie di misure psicometriche utilizzate per valutare il funzionamento comportamentale ed emotivo, comprese le caratteristiche del disturbo dello spettro autistico e l’autolesionismo – si legge nella recensione del Servizio di Identità di Sviluppo di Genere della Tavistock – hanno rilevato che circa il 35% dei ragazzini in esame presenta tratti autistici da moderati a severi».

La dottoressa Sally Powis ha spiegato come sia facile scambiare i tratti dell’autismo per disturbi relativi all’identità di genere: una diagnosi errata può capitare sovente e può avere conseguenze disastrose e irreversibiliper lo sviluppo dei bambini interessati. Infatti, dopo gli ormoni bloccanti la pubertà si passa agli ormoni del sesso opposto a quello biologico e poi si procede alla chirurgia per amputare i seni o il pene e i testicoli, a secondo dei casi.

La cosa è peggiorata  dal fatto che nel Regno Unito, come da altre parti dove l’ideologia sconfigge la ragione e la scienza, è proibita la terapia riparativa, quindi non si indaga sulla reale possibilità che “la testa” si possa adeguare al corpo, che la psiche possa accettare la realtà.

Ed è lapalissiano capire invece che è molto più semplice, naturale ed efficace, lavorare sulla psiche, piuttosto che massacrare un orgsnismo umano con ormoni e amputazioni varie…

Gli psicoterapeuti che lavorano con adolescenti autistici hanno espresso seria preoccupazione per il clima attuale, ha detto al Daily Mail lo psicoterapeuta James Caspian. Il suo collega Bob Withers ha aggiunto che crede che la clinica Tavistock sia “sotto pressione” perché la lobby trans è davvero potente.

C’è la possibilità che la questione giunga al Parlamento: la gravità della cosa è imbarazzante. Una conseguenza del voler andare contro natura a tutti i costi.

Qualcuno dovrebbe spiegarlo al Comitato Nazionale di Bioetica nostrano. Ciò che accade nel Regno Unito dovrebbe servirci da monito: invece l’ideologia e la paura di schierarsi su posizioni “politicamente scorrette” ci sta conducendo sulla stessa via. Nel Regno Unito, nel 2010 erano stati contati 97 casi di bambini con disforia di genere; 1.013 i casi registrati in soli nove mesi del 2015: potenza dell’ideologia. I medici britannici sono preoccupati. “Meno male”, diremmo, se non fosse che la loro preoccupazione è squisitamente economica, perché – pare – il Ssn inglese non ce la fa a sostenere gli ingenti costi. Figuriamoci il nostro Ssn…

E chi ci rimette, come al solito, sono i bambini.

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