di Carla Vanni

In questi giorni è apparsa su un giornaletto italiano una riflessione a proposito del buon senso di Satana, dove si  afferma essere in lui la nostra salvezza.Si affaccia quindi anche in Italia questa nuova “dottrina” da qualche tempo in voga negli Stati Uniti e la massima sua sostenitrice è la ben nota Church of Satan. Fondata a San Francisco nel 1966 da Anton Szandor LaVey, nato nel 1930 e morto nel 1997, predica  fra l’altro l’assoluta libertà nei limiti del rispetto altrui: asserzione che meriterebbe qualche commento, ma non è qui che vogliamo troppo esaminare certi concetti avvenieristici. 

Recentemente questa “chiesa” si è riproposta sotto false spoglie, affermando di non credere in alcuna divinità, nemmeno nel paranormale, e di essere perfino contraria al proselitismo. Per di più, la chiesa di Satana dice che  Satana non esiste: è solo il simbolo della capacità umana di ribellarsi alle regole imposte dall’alto. Diciamo che non brillano per fantasia, considerato che il ben noto primario obiettivo di Satana è quello di smentire la sua esistenza.

La loro memoria, però, fa brutti scherzi: per citarne solo una, nel 2014 la medesima organizzazione promosse una messa nera  da tenersi in un campus universitario di Harward. Grazie al Cielo, l’iniziativa abortì per la reazione dell’ opinione pubblica e non se ne parlò più. Dunque Satana nel 2014 esisteva, eccome, e si organizzava il suo culto pubblico. Ed esisteva anche il proselitismo, altrimenti la socialità dell’evento non avrebbe trovato giustificazione. Che poi durante quei riti si invochi e si evochi il maligno lo sanno anche i non addetti ai lavori, ma la chiesa di Satana oggi non se lo ricorda più. Inoltre, di fronte alla loro chiesa è piazzato il loro padrone: per non esistere, lo trattano piuttosto bene.

L’immagine di Satana di fronte alla chiesa di San Francisco

Il loro statuto viene definito “rassicurante e di buon senso”. La pseudo nuova dottrina, in sintesi, vuole affermare questo: in un mondo travolto dalla stupidità dei bigotti che si proclamano difensori del bene e dal nichilismo, “ l’unica via di salvezza” è il buon senso di Satana, il quale nulla vuole, nulla pretende, permette la libertà assoluta e l’emancipazione da ogni regola che venga dall’alto e, massimo della libertà, neppure esiste.  Che i satanisti combattano “ i bigotti” è comprensibile, ma che combattano i nichilisti proprio no. Ed è anche affascinante che individui così aspiranti alla libertà assoluta, celebrino chi la conceda loro. Inoltre affermano che in un’epoca così vuota di senso, l’unica via sia tornare alla spiritualità. La loro, che escludiamo  sia foriera di traguardi edificanti.

Quindi il suggerimento è di abbandonare questo mondo così vuoto per andare verso il Nulla, il niente di niente che risolverà i nostri problemi, e di soddisfare ogni nostro capriccio: teoria arditissima che non ci sembra neppure il caso  di contestare. Ed anzi, consigliano pure il contrario: impariamo il buon senso da Satana che, pur non esistendo, evidentemente qualcosa la fa perchè ci libera dai falsi valori e ci restituisce quella libertà assoluta che ci spetta. Certe brutte ambizioni sono dure a morire.  In realtà, la vecchia questione della libertà assoluta è una precisa teoria elaborata da Aleister Crowley, pseudonimo di Edward Alexander Crowley, fondatore del satanismo vissuto fra la fine dell’800 e la prima metà del 900. E’ evidente quindi che di satanismo ce n’è e la chiesa di Satana continua a diffondere pervicacemente le sue teorie: altro che “Satana non esiste”.

In questo coacervo di contraddizioni, che è anche problematico commentare, in questo labirinto di menzogne e di tentativi di inganno,  la prima osservazione è che Satana viva altrove, che proprio non conosca questo mondo pur essendone il principe: è come quando si sente affermare che l’Italia, se non il globo intero, sia sottomessa alla Chiesa Cattolica. Per cui, se in questo mondo Satana ritiene che qualcuno non eserciti già  la propria libertà selvaggiamente, è male informato. Vedrà che i suoi qualche risultato, tanto considerevole quanto temporaneo, già lo hanno ottenuto.

La seconda osservazione è che ci vogliano presentare un Satana benigno: un tempo prometteva sesso, successo e soldi ossia le famose tre esse così eccitanti. Oggi  si parla di “buon senso”, è rassicurante, il male che ci salva dal vuoto esistenziale (ah, l’antico vizio di volersi sostituire a Dio…). Una specie di salvezza in extremis.

Al di là dei molteplici aspetti risibili di questa dottrina, che pur sempre satanica resta, un’altra considerazione va fatta. Se la chiesa di Satana ha avvertito la necessità di questo marketing normalizzatore della sua attività vorrà dire che sì, prosegue la sua opera di mimetizzazione, ma anche che l’umanità riconosce più facilmente il male. Forse quella impronta che è in ciascuno di noi e che viene  da Dio, compiutezza infinitamente amabile, è talmente colma delle nefandezze che ci circondano da risvegliarsi anche nelle anime più stordite dal “buon senso”. Se devono ridurre Satana da leone ruggente ad un soggetto pieno di buon senso, forse gli orecchi iniziano ad aprirsi e gli occhi a vedere. Se Satana viene proposto come confortante e come unica via di salvezza, se la menzogna deve arrivare a tal punto per tentare di essere efficace, forse i servitori del “buon senso” percepiscono che il calcagno è vicino (e magari si è anche già alzato).

 

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