di Carla Vanni

Il 28 aprile 1898, l’avvocato Secondo Pia scatta una fotografia alla Sindone, il lenzuolo che la tradizione vuole abbia avvolto il Corpo di Gesù di Nazareth. Ma l’immagine ricavata non è il risultato che ci si aspetta bensì un negativo fotografico. Questa data è naturalmente di importanza capitale, in quanto da ora in poi la Sindone mostrerà innumerevoli dettagli inediti e fornirà una tale serie di informazioni il cui studio coinvolgerà quasi tutte le discipline scientifiche. La Sindone diventerà l’oggetto più studiato al mondo ed anche uno dei più controversi.

Alla fine degli anni 90, in concomitanza col centenario dell’avvenimento,  il Professor Bruno Barberis (Fisico Matematico, Professore Associato presso la Facoltà di Matematica dell’Università di Torino) ha condotto assieme al Professor Piero Savarino, Chimico, uno studio scientifico sull’autenticità della Sindone: riproponiamo l’argomento, certi che la Verità non abbia scadenze e che vada ribadita alla luce anche dei recenti ed incapaci tentativi di offuscarla per l’ennesima volta.

In questo articolo parleremo del calcolo delle probabilità che l’Uomo della Sindone sia Gesù di Nazareth, condotto appunto dal Professor Barberis. Data la natura prettamente divulgativa del nostro intervento, eviteremo di riportare dettagliatamente i calcoli effettuati e le loro premesse tecniche, ma siamo certamente disponibili – grazie al Professor Barberis –  a fornire i dettagli del calcolo a chiunque ce ne faccia richiesta.

Sono stati prese in esame sette caratteristiche della Sindone, tutte descritte univocamente nei Vangeli.

1-Corpo avvolto nel lenzuolo.

I crocifissi molto raramente venivano sepolti, e tanto meno avvolti in un lenzuolo di pregio come la Sindone, per giunta intriso di sostanze costosissime. L’uso voleva restassero esposti agli animali selvatici o  gettati in fosse comuni. Tanto meno si facevano avanti i parenti od amici per richiedere la salma: la morte in croce era talmente infamante che nessuno era disposto ad esporsi per un atto di pietà, come invece fece Giuseppe d’Arimatea, peraltro noto e stimato personaggio ma che non ha temuto di manifestarsi pur di riservare a quel Crocifisso una sepoltura regale.

Calcoliamo, molto “ottimisticamente”, che al massimo un crocifisso su cento abbia avuto una regolare sepoltura e quindi possiamo attribuire a questo evento la probabilità di 1/100.  Gesù di Nazareth fu avvolto in un lenzuolo.

2-Le ferite al capo

Non si ha traccia alcuna di questa usanza nei Paesi ove la crocifissione era praticata abitualmente. Tale pratica nacque in Persia intorno al 500-600 a.C. e fu ripresa da Alessandro Magno, dai Cartaginesi e dai Romani e nessuna testimonianza riporta un fatto analogo a quello descritto nei Vangeli.

Calcoliamo, nonostante la bassissima probabilità di repliche, che ad 1 crocifisso su 5000 sia stato applicato un casco di spine, come avvenne per Gesù di Nazareth.

3-La salita al Calvario sotto il peso della Croce

L’Uomo della Sindone ha trasportato il solo braccio orizzontale della Croce, il patibulum, in quanto il braccio verticale, lo stipes, probabilmente si trovava già infisso nel terreno, sul luogo dell’esecuzione. Il condannato ha trasportato quel braccio e lo si rileva dalle due estese e profonde escoriazioni sulle sue spalle. Questo fatto non era di uso comune, in quanto la prassi prevedeva la crocifissione ad alberi, a muri e non comunemente alla Croce che noi conosciamo. Le crocifissioni di massa (anche 2000/3000 contemporaneamente) imponevamo sistemi più sbrigativi e meno onerosi. A questa caratteristica viene quindi attribuita una probabilità di 1/2, ed avvenne nel caso di Gesù di Nazareth.

4-La crocifissione con i chiodi

Questo tipo di crocifissione era usata per le esecuzioni su croce, ossia per quella che avveniva su un braccio orizzontale e su uno verticale, come sopra descritti. Per le crocifissioni di massa, è ragionevole pensare che i condannati venissero legati, mani e piedi. Questo per il consueto principio di funzionalità e di economia: a questo evento viene attribuita la probabilità di 1/2.E Gesù di Nazareth fu inchiodato mani e piedi alla Croce.

5-La ferita al Costato

Il crurifragium era una modalità adottata usualmente per accelerare la morte del condannato: la frattura delle ossa delle gambe provocava il cedimento improvviso e violento dell’appoggio che esse offrivano e ciò comportava la perforazione dei polmoni a mezzo delle costole. Quindi morte immediata. Al contrario, era evento piuttosto raro che il condannato fosse trafitto, specialmente a morte avvenuta: l’Uomo della Sindone presenta una ferita da arma da taglio nell’emitorace destro, inferta post mortem, ma non la frattura delle gambe. A questa condizione complessiva si attribuisce la probabilità di 1/10. Gesù di Nazareth fù trafitto al costato, ma non subì la frattura delle gambe.

6-La sepoltura provvisoria e affrettata

L’Uomo della Sindone è stato posto nel lenzuolo subito dopo la morte, senza alcuna operazione di lavaggio ed unzione del corpo, come era usanza presso gli Ebrei. La tradizione prevedeva, infatti, di lavare, ungere e vestire il corpo del defunto: operazioni che venivano eseguite con molta accuratezza e che quindi richiedevano tempo. L’Uomo della Sindone, al contrario, è stato trattato frettolosamente ed il solo processo riservatogli riguarda l’aloe e la mirra, presenti in abbondanza sul lenzuolo al solo scopo antiputrefattivo ed antisettico. A questa particolare condizione si può ragionevolmente attribuire una probabilità di 1/20. Gesù di Nazareth fù sepolto in tutta fretta, dato l’approssimarsi della Pasqua ebraica che impediva di procedere come da tradizione. La sepoltura, prevista dopo due giorni, sarebbe stata curata dalle donne.

7-La permanenza breve del Corpo nel lenzuolo

Il Corpo dell’Uomo della Sindone è rimasto avvolto nel lenzuolo per un tempo molto breve. L’impressione di quell’immagine richiede infatti una permanenza di almeno ventiquattro ore, ma nello stesso tempo non superiore 48/72 perché la decomposizione del corpo, che sarebbe intervenuta in quei termini temporali, avrebbe distrutto l’immagine che noi vediamo e sulla Sindone non vi è traccia di decomposizione. Non è quindi comprensibile il motivo che avrebbe indotto a deporre il Corpo in un lenzuolo tanto raffinato,  imbevuto abbondantemente di sostanze costose, per poi toglierlo nel giro di poche decine di ore. A questo evento si attribuisce almeno la probabilità di 1/500.  Gesù di Nazareth è stato avvolto in un lenzuolo e deposto in un sepolcro, custodito da guardie romane e del tempio. Ma dopo un tempo non superiore a quaranta ore fù ritrovato il solo lenzuolo.

 Quale probabilità complessiva che l’Uomo della Sindone sia Gesù di Nazareth?

Calcoliamo adesso la probabilità che le sette condizioni di cui sopra siano coesistite nel medesimo soggetto condannato alla morte in croce.  I sette eventi non sono affatto correlati fra loro, ovvero la presenza dell’uno non richiede validamente la presenza dell’altro e tanto meno di tutti contemporaneamente. La probabilità complessiva si ottiene da questo calcolo:

 

1           1         1      1       1        1        1                      1

—– x ——– x — x — x —- x —– x ——  = ————————-

100     5.000      2      2     10      20      500        200.000.000.000

 

Significa quindi che UN solo condannato a morte per crocifissione su 200.000.000.000  ha la probabilità di presentare le sette caratteristiche esaminate, tutte assieme. Ma c’è un ulteriore passo da compiere, che richiede queste premesse:

abbiamo indicati i secoli 500/600 a.C. come l’inizio della pratica della crocifissione, presso i Persiani. Tale pratica fu abolita dall’Imperatore Costantino dopo il 314 d.C. In questo lasso di tempo, stimate numericamente le popolazioni presso cui questa pena capitale era in uso, si giunge ad indicare in due miliardi le persone vissute in quelle aree in ed quel periodo. Calcolando ancora, con larghezza notevolissima, che un abitante su cento.. ed anzi UNO su DIECI abbia subito la crocifissione, otteniamo un numero di crocifissi non superiore ai duecento milioni.

Quindi, per calcolare la massima probabilità che l’Uomo della Sindone sia Gesù di Nazareth, basta questo semplice passaggio:

 

1                                                 1

———————- x  200.000.000  =  ——– .

200.000.000.000                                1.000

 

Ovvero:  “ il numero di uomini che in assoluto (cioè su tutti i crocifissi di ogni tempo) possono avere posseduto le stesse caratteristiche dell’uomo della Sindone, che ha la maggiore probabilità di essere il numero vero, non solo non è superiore a uno ma è notevolmente inferiore a uno. Ciò significa che l’uomo della Sindone non può che essere stato unico, ovvero che non può essere esistito “un altro uomo della Sindone”. Pertanto, poiché‚ anche nel caso di Gesù, come abbiamo visto, si sono verificate le sette caratteristiche qui prese in considerazione, possiamo concludere che è altissima la probabilità che l’uomo della Sindone sia Gesù di Nazareth”. (Sindone, radiodatazione e calcolo delle probabilità, di Bruno Barberis e Piero Savarino. Edizioni ElleDiCi Cascine  Vica 1997)

 

Conclusioni

Non è da escludere, anzi da auspicare, che altri studiosi in futuro prendano in esame altre caratteristiche della Sindone, o cambino i rapporti di probabilità qui indicati per ogni fatto esaminato, aggiungano o sottraggano altre caratteristiche da valutare: ma il punto focale di questa indagine è ben altro. Il calcolo delle probabilità che l’Uomo della Sindone non sia Gesù di Nazareth fornisce un risultato che dimostra che è impossibile che sia esistito un altro “uomo della Sindone” e quindi si può certamente affermare che  la possibilità che l’Uomo della Sindone sia Gesù di Nazareth è altissima.

 

Rif.:

La Sindone, Velar, Bergamo, 2010.

La Sindone spiegata ai ragazzi, Elledici, Cascine Vica – Velar, Bergamo, 2010.

Il “caso Sindone” non è chiuso, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2010.

Sindone. Indagine su un crocifisso, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2010.

Sindone. Il messaggio universale, Elledici, Cascine Vica, 2010.

La Sindone e il suo museo, UTET, Torino, 2010.

Sindone, UTET, Torino, 2010.

Sindone, radiodatazione e calcolo delle probabilità, Elledici, Cascine Vica, 1997.

Sindone. Cento anni di ricerca, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 1998.

 

 

 

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